Malatesta : Rimini

HOME PAGE
STORIA
Malatesta a Rimini
Paolo e Francesca
Espansione e lotte
La pittura riminese
Da Carlo a Sigismondo
Sigismondo Pandolfo
Lo Stemma
il Castello e il Tempio
Fine della Casata
TERRITORIO

English Version

 

Web Marketing
by Marketing Informatico

 


RIMINI la storia, il comune, la signoria dei Malatesta

Ascesa e signoria dei Signori di Rimini

Benvenuto nel portale che racconta un parte della storia del comune di Rimini realizzato con il contributo di Marco Malatesta

Rimini
Nel corso del XII secolo le lotte fra le fazioni e le famiglie cittadine si andarono inasprendo, con grave danno per la crescita economica e per il normale svolgimento dei traffici commerciali. I Comuni tentarono di contenere i conflitti tra i gruppi dirigenti ricorrendo alla figura del podestà (da potestas "autorità, potere"), che doveva al tempo stesso mantenere l'ordine all'interno della città e proteggerla contro gli attacchi esterni.

Per garantire la sua imparzialità doveva essere straniero: veniva scelto fra i cavalieri che ormai giravano le città per occupare questo ufficio, tanto che per molte famiglie nobili la carica di podestà (o di capitano del popolo) era divenuta una vera e propria professione. L'incarico durava dai sei mesi ai due anni.

Proprio dagli scontri di fazione emersero, attraverso il progressivo controllo delle strutture comunali, a cominciare dalla podesteria, le future famiglie signorili. Le fonti documentano in tutte le città romagnole un processo di progressiva occupazione delle istituzioni comunali da parte delle famiglie patrizie delle città. Gli statuti comunali non tardarono a ratificarla: fra le condizioni di eleggibilità nel consiglio generale si sarebbero poste infatti la nobiltà e la proprietà fondiaria. I casati nobili, quindi, non si contrapposero alle istituzioni comunali, ma le usarono per impadronirsene.

Dappertutto la "signoria" si affermò quando gli incarichi di governo, invece che di breve durata, divennero pluriennali o a vita, addirittura con la possibilità di trasmettere il potere ad altri membri della stessa famiglia. Ciò avvenne formalmente attraverso una delega data dagli organismi cittadini, alla quale seguiva una legittimazione imperiale o, nelle terre controllate dalla Chiesa, papale, per mezzo della concessione del vicariato. La signoria cittadina si trasformò da espediente straordinario a "Stato" e il signore finì per essere come un re, col suo esercito, i suoi castelli, la sua corte. In tutto l'Occidente la nascita dello Stato fu il risultato di un crescente centralismo e del nuovo professionismo politico e militare.

L'affermazione della Signoria rappresentò in tal modo lo sviluppo finale e naturale del Comune: l'unico mutamento fu che al dominio di una ristretta oligarchia si sostituÌ quello di una sola famiglia. Quanto alla forma tirannie a di questo governo, va ricordato che i liberi Comuni non erano sorti per assicurare le libertà democratiche, ma per difendere l'autonomia locale contro potenze -l'Impero e la Chiesa- animate da aspirazioni universalistiche. In questo periodo libertas non significa "libertà democratica", ma "campanilismo".